SOLO SLOGAN, NIENTE FUTURO
In riferimento a quanto ultimamente viene affermato riguardo ai nuovi piani adottati ad Atri, l’Associazione dei Professionisti Atriani, in sintonia con i propri obiettivi, sente il dovere di fare alcune precisazioni affinchè anche chi non è un tecnico possa avere chiarezza in merito.
I nuovi piani vengono proposti come “avanguardia” poichè sono basati sul concetto di consumo zero di suolo che è stato indicato dal Disegno di Legge del Governo nazionale del 14 settembre scorso.
In merito a quanto è stabilito nel DdL, i Professionisti Tecnici Atriani reputano che siano doverose le seguenti precisazioni:
1 - il provvedimento nazionale mira a garantire l’equilibrio tra terreni agricoli e zone edificate o edificabili in quelle aree in cui l’edificazione ha quasi saturato il territorio. Questo concetto è sicuramente valido per città ad alta urbanizzazione e città metropolitane ma non rispecchia minimamente una necessità del territorio atriano che presenta fortunatamente una stragrande maggioranza di terreno agricolo. Basta considerare che la densità abitativa di Atri è pari a 123 per Kmq mentre, per esempio, quella della vicina Silvi è di 771 per Kmq. Ovviamente il valore aumenta di gran lunga per le città metropolitane.
Nei nuovi piani sono state posizionate aree edificabili sopra le fasce di rispetto delle scarpate consumando suolo a rischio idrogeologico.
2 - il disegno di legge prevede, altresì, il divieto di cambiare la destinazione d’uso dei terreni agricoli che hanno usufruito di aiuti di stato o comunitari. E’ sicuramente evidente agli occhi di tutti che la vera occupazione del suolo agricolo nel nostro territorio, e spesso con incentivi, è stata quella causata dai pannelli fotovoltaici.
Nei nuovi piani adottati le energie alternative non vengono nemmeno prese in considerazione.
3 - il provvedimento nazionale abroga la norma che consente che i contributi di costruzione siano parzialmente destinati alla copertura delle spese correnti da parte dell’Ente e devono invece concorrere per intero alle spese per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Un concetto importante che porterebbe finalmente alla realizzazione di aree verdi, parcheggi e quanto altro occorre per rendere dignitosa e confortevole la vita dei cittadini.
I nuovi piani invece, nella logica delle saturazione di un territorio quasi completamente agricolo, hanno eliminato proprio i vuoti urbani che costituivano gli standards per la realizzazione di queste strutture pubbliche.
Va ricordato, poi, che il concetto di risparmio di suolo in urbanistica è un principio applicato, e da molti condiviso, da diverso tempo. Ma la applicazione va fatta ove se ne crea la necessità.
Soprattutto va precisato che il Ministro delle politiche agricole ha chiarito che il DdL fisserà un tetto massimo di aree agricole destinate all'edificazione. Ad ogni regione sarà assegnata una quota che sarà ridistribuita tra i suoi comuni. In questo modo si prevede di ottenere un sistema che vincola l'ammontare massimo di terreno agricolo cementificabile distribuendolo armonicamente su tutto il territorio nazionale.
A questo punto viene da chiedersi perchè ad Atri non si parla mai dei tanti decreti “sviluppo” che si susseguono considerato che proprio a causa della sua mancata crescita il territorio sta perdendo i suoi servizi sovracomunali (ospedale, tribunale ecc) che invece vengono potenziati altrove!
L’APTA, come ha tentato di fare durante il percorso di redazione dei piani con la consegna di diversi documenti, cerca di far capire che le necessità di Atri non sono “per forza” quelle di altri territori ma che, invece, vanno ricercate le sue esigenze con dati aggiornati e con l’attenzione alle diversità dell’ampio territorio e vanno applicate soluzioni originali appositamente studiate.
Ovviamente una Associazione di Professionisti Tecnici non può che lodare l’Amministrazione per la breve tempistica della redazione dei piani anche se non bisogna dimenticare che l’obiettivo di un buon Piano Regolatore non è la brevità dei tempi di redazione e adozione, ma, principalmente, è disegnare il futuro del territorio.
Sicuramente se si continua a occuparsi del futuro di Atri con slogan , Atri non ha futuro.

