Skip to main content

I nuovi piani sono stati adottati: è stato posto un nuovo freno all'economia di Atri

Scritto da A.P.T.A. il . - 2458 visualizzazioni

L'Associazione dei Professionisti Tecnici di Atri ha dato il proprio contributo ai nuovi piani partecipando ai tre incontri  sull'argomento organizzati dall'Amministrazione in cui si è cercato di far notare, con esempi concreti e semplici, che con le norme e con la zonizzazione proposte non si otteneva quanto si sosteneva a voce. Si è cercato di far comprendere che le necessità individuate dai nuovi piani adottati non corrispondono alle reali esigenze di oggi poiché sono basati su una analisi derivante dai dati ISTAT del 2001 mentre, nel frattempo, si è attuato il PRG vigente dal 2003.

Si è chiesto anche di considerare il territorio nella sua complessità e di pensare alla sua valorizzazione e tutela tramite lo studio di percorsi alternativi della viabilità, il potenziamento del fiume Vomano, l'individuazione di aree per  energie alternative e per il social housing, l'incentivazione per il ritorno al centro storico e ai vecchi nuclei ecc. Invece, c'è stato il rifiuto del progetto del territorio e ci si è limitati a togliere le aree di sviluppo con la giustificazione che i cittadini non possono e non vogliono pagare l'IMU. Per questo bastava  predisporre una semplice Variante al PRG da fare in pochi mesi e a costi ridottissimi.

Sicuramente anche gli Amministratori sono consapevoli dei limiti dei nuovi piani prodotti dal momento che continuano a chiedere ai cittadini di fare le osservazioni. Del resto se si è convinti di aver fatto un percorso partecipato, di aver individuato le esigenze del territorio e dei cittadini e di aver disegnato il futuro della città perchè chiedere  le osservazioni che sono il segnale di un insuccesso e di una mancata condivisione?

L'APTA ha prodotto, in passato, dei documenti che sono stati ufficialmente consegnati e aveva anche richiesto, in relazione allo spirito di partecipazione scelto dall'Amministrazione, ulteriori incontri di confronto che sono stati negati perché considerati dal gruppo di progettazione dei nuovi piani “uno strumento di provocazione//intimidazione”. Oggi, come tutti i cittadini e per diritto che scaturisce dalla Legge Urbanistica del 1942, l’APTA farà le osservazioni che, sicuramente non possono modificare i piani, ma possano contribuire a piccoli aggiustamenti.

Ogni singolo tecnico farà poi le osservazioni per i propri clienti.

Va evidenziato che con l'adozione dei nuovi piani si sta dando un ulteriore freno all'economia atriana che si sta già vedendo privata di numerosi servizi sovracomunali importanti proprio a causa della sua mancata crescita.

Oggi un nuovo progetto deve rispettare sia i piani vigenti che quelli adottati, che tra di loro sono in contrasto, e i progetti in itinere e in attesa di pareri sovracomunali risultano non più adeguati ai nuovi piani.

Verrebbe da chiedere agli Amministratori come e dove si individuano le nuove unità abitative per poter riportare gli abitanti al Centro Storico (escludendo gli accordi di programma già in corso) se non è stato effettuato nessuno studio relativo; come si può utilizzare l'esistente per fare nuove unità abitative se la soprelevazione non è possibile perchè hanno introdotto il limite max di tre piani (e impongono che il seminterrato sia considerato piano) e l'ampliamento non è fattibile per il vecchio problema delle distanze che nemmeno questa volta viene risolto; dove sono i vuoti o le aree dismesse da recuperare; dove un “piccolo” contadino può costruire la casa al figlio se i terreni con pendenza maggiore del 30% non possono essere computati nel calcolo dei tre ettari necessari per costruire e siamo in un zona sicuramente non pianeggiante. Forse si vuole privilegiare solo i grandi possidenti terrieri? Ma ancor più genera tristezza l'ingiustizia sociale che si sta mettendo in atto con le “schede progetto” che, sia per il territorio che per il centro storico, lascia il diritto di intervenire solo ad alcuni cittadini privilegiati senza che ci sia una regola che riguardi una intera “zona”.

Tanti altri e numerosi esempi concreti possono essere esposti per far comprendere come quanto affermato verbalmente non corrisponda poi alla realtà degli elaborati prodotti.

L'APTA ha evidenziato queste incongruenze negli incontri. Ora svolgerà il suo compito di dire ai cittadini cosa realmente accade alle loro proprietà con le norme approvate e non con le promesse verbali.

Sicuramente in un momento di grave crisi porre un ulteriore freno alla crescita di un territorio, che contrariamente alle realtà limitrofe decresce, non può che essere una scelta infelice per la città di Atri.

Carico il meteo…
Contatta il Direttore

Contatta il Direttore:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.