Pubblicato Giovedì, 12 Luglio 2012
Scritto da Redazione

INTERVISTA AL PROF. GIUSEPPE SORGI

 “ATRI, CITTA’ DUCALE, UN CENTRO IDEALE PER CONDURRE GLI STUDI”

Alcune domande delle redazione di “Indialogo” al Prof. Giuseppe Sorgi, professore ordinario di Filosofia politica nell’Università di Teramo, docente di Etica sportiva nella sede decentrata di Atri, dove è decano dell’Ateneo e coordinatore del corso di dottorato di ricerca in “Critica Storica, Giuridica ed Economica dello Sport “, attivato nella nostra città.

 

- Prof. Sorgi, i rapporti tra l’Università di Teramo e l’Amministrazione comunale di Atri per il funzionamento delle sede decentrata nella nostra città sono regolati da una convenzione a suo tempo stipulata. Ce ne vuole illustrare i contenuti?

 

La città di Atri è stata al fianco dell’università nel suo progetto formativo sullo sport fin dai primi tempi, offrendo tra le varie voci d’impegno, soprattutto il luogo dove docenti e studenti potessero svolgere il loro lavoro, ossia la sede dei corsi stessi, prima nella per noi storica ubicazione di vico del Teatro, poi nel palazzo Ducale e infine nel funzionale palazzo di vico Tedeschini. In un periodo difficile come quello che stiamo attraversando, si tratta di un esempio virtuoso di collaborazione fattiva tra istituzioni.

 

- Che giudizio dà sui rapporti Università – Istituzioni locali atriane e, principalmente, con l’Amministrazione comunale?

 

Come ho detto, le difficoltà esistono per il grave momento che l’Italia sta attraversando, ma i rapporti tra Università e Istituzioni locali atriane sono sempre stati improntati alla fattiva collaborazione, al di là dei colori e dei modi di pensare individuali, proprio perché si tratta di un bene comune per la città e per gli studenti che la frequentano, e su questo c’è sempre stato accordo unanime.

Atri. Sede dell'Università

- Il contributo del Prof. Luigi Mastrangelo, che pubblichiamo unitamente a questa intervista, illustra la “storia” della presenza dell’Università di Teramo in Atri.

A Lei chiediamo invece di chiarire le prospettive per il futuro.

 

Si tratta di un futuro da costruire giorno per giorno, partita dopo partita, sapendo che la congiuntura è complicata ma anche che abbiamo un patrimonio di studi e una tradizione che non vogliamo affatto disperdere.

 

- Al di là dei problemi posti dalla vigente normativa universitaria e dall’esigenza, per le pubbliche amministrazioni, di razionalizzare la spesa, quale valutazione dà del decentramento di sedi universitarie, posto in essere da tantissimi Atenei?

 

Posso parlare per la nostra esperienza diretta, positiva per il territorio e per gli studenti che, negli anni, si sono succeduti. Sul punto, vi sono pareri discordanti, ma posso dare diretto riscontro di molti studenti che, proprio in un centro più piccolo, hanno trovato la dimensione ideale per condurre gli studi.

 

- Un’ultima domanda. In tutti questi anni di presenza in Atri si sarà certamente fatto un’idea non approssimativa della città, delle sue potenzialità ed anche delle sue criticità. Come vede il futuro di Atri?

 

Atri è stata la città dei Duchi d’Acquaviva, un centro propulsivo dunque, nella storia non solo abruzzese. Se in passato ha saputo giungere a questi livelli di eccellenza, sono certo che saprà ripetersi anche in futuro, a patto che i suoi cittadini non dimentichino la loro grande tradizione. Nella quale l’università è uno dei capisaldi.