Pubblicato Sabato, 06 Settembre 2014
Scritto da Nicola Dell'Arena

I RICORDI CHE SCALDANO IL CUORE...

LARGO FOROSETTO: UNO SCRIGNO DA CONSERVARE

15 agosto 2013, piazza Marconi tra un coro e l’altro ho detto scherzando alla ragazza di mio figlio che dall’arcata in poi c’era il mio regno di  ragazzo.

San Nicola, San Rocco fino all’istituto Ricciconti, S. Chiara, S. Spirito, capo d’Atri, la “vricciol, il colle della giustizia, lu “cagn”, era il mio regno. Era il regno di tantissimi ragazzi della parrocchia di s. Nicola, era un regno fatto di poco ma di gioia, era un regno di persone povere ma felici, era un regno meraviglioso fatto di giochi e a volta anche di litigate feroci senza che i genitori sapessero qualcosa.

Quest’anno capo d’Atri è stato meravigliosamente movimentato per volontà della Pro Loco ma soprattutto per la tenace e la fantasia di Sonia. A largo Forosetto (ovvero lu spiazz Pducch) il ballo della quadriglia e dalla pizzica a portico Capritti il tango argentino mentre i fondaci di tutta la zona erano aperti con la visione e l’acquisto di prodotti dell’artigianato locale, della campagna e dell’arte.

Mentre suona la musica e si balla i ricordi della fanciullezza (anni 50) ritornano prepotentemente. Lu spiazz Pducch era dedicato a numerosi giochi sia per donne che per uomini che elenco velocemente: pallett (biglie di vetro) con l’unpsill; la fresca insalatina; stazz; pallen (calcio); gioco con le noci e i noccioli delle pesche, nascondino, corda, palla prigioniera ed altri.

Ai miei tempi largo Forosetto non era pavimentato per cui si poteva giocare a pallett e a stazz, alcune zone prendevano poco il sole per cui erano fresche e stavamo lì per riposare, nessuno si lamentava del nostro vociare e dei rumori che inevitabilmente facevamo. La fresca insalatina si giocava nello spiazzo sotto il palazzo di Iezzoni, poiché rimaneva fresco e buon posizionato per nascondersi. Non ho mai capito e saputo il perché, ma questo gioco era vietato (la voce ricorreva tra noi ragazzi) ed appena si vedeva un vigile subito smettevamo per non incorrere in una multa. Due ore di fresca insalatina certamente vale per altrettante ore di palestra odierna, tutto avveniva all’aperto e alla luce del sole, senza spesa per le tasche vuote dei nostri genitori.

Quest’estate ho sentito diverse versioni sulla denominazione ma la realtà è che lì vi abitava il maestro Gaetano Palma, personaggio tipico e divertente, era uno dei nostri giocattoli senza costi e spesa, che non si lavava mai ed era pieno di pidocchi e pulci. Da questo personaggio viene il nome di “spiazz pducch”.

Oggi lo spiazzo è diverso: è pavimentato (per cui alcuni giochi purtroppo non si possono più fare), con del verde e panchine nel mezzo, abitato da poche famiglie (a differenza delle numerose famiglie che vi abitavano allora). Tutte le case sono state risistemate e ricostruite conservando la struttura originaria, tutte le pareti esterne sono state riverniciate con alcuni colori presentandosi all’occhio in un tutto armonico, i due orti sono diventati due giardini meravigliosi con vista sul mare e sulle montagne. Alla prima impressione mi sembrava di stare in una isola veneziana (Murano o Burano) ed invece ero ad Atri. Alla seconda impressione mi è sembrato un piccolo scrigno da conservare a tutti i costi, un tesoretto nascosto di Atri, un posto senza rumori e senza traffico, una oasi di pace e di tranquillità, un zona dove passare il tempo per la riflettere.

Mentre scorreva il tempo e si ballava dentro di me ho ringraziato tutte le famiglie che hanno meravigliosamente trasformato questo largo e la ProLoco che ha avuto l’dea e la forza di organizzare qualcosa di nuovo e di diverso per far rivivere capo d’Atri.  

Nicola Dell’Arena