Pubblicato Venerdì, 29 Aprile 2022
Scritto da Nicola Dell'Arena

Opinioni \ Riflessioni

ECONOMIA E ARMI

I dati economici. Il FMI (Fondo Monetario Internazionale) rivede i dati del PIL per la fine del 2022 e così il 19 luglio li pubblica. Sono previsioni. Non dico che non siano veri ma spesso il FMI ha sbagliato.

I dati: Ucraina –35%; Italia + 2,3%  (era al 6,1) e sono stati ottimisti perché il nostro governo ha previsto che potrebbe essere negativo; Russia – 8,5%, ma attenti perché gli indici economici occidentali valgono poco per la Russia; USA +3,5% in ribasso rispetto al 5,7 del 2021.

Venerdì 22 aprile. Il Direttore del Dipartimento europeo del FMI, Alfred Kammer, dichiara che: in Francia, Germania, Regno Unito e Italia è prevista una crescita molto lenta per il 2022 e che per due trimestri (luglio-dicembre) il PIL potrebbe essere negativo. Secondo me le conseguenze negative dureranno per il 2023. Quindi, nel 2023 siamo nel pieno della recessione.

L’inflazione è prevista al 5,7 nei paesi industrializzati e tra l’8 e il 9% nei paesi non industrializzati.

In questi ultimi giorni Enrico Letta, il più guerrafondaio del nostro governo, scrive: bisogna fare subito delle azioni per evitare la recessione. Poi escono delle foto in cui è felice di aver firmato l’attuale contratto del gas con Putin.

Giovedì  28 aprile.  Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia, avverte che con il gas ci sarebbe un rischio di recessione moderata per l’Italia.

Venerdì 22 aprile. La Bundesbank (banca centrale tedesca) avverte che “bloccare le forniture di gas russo potrebbe costare alla Germania 180 miliardi di euro nel 2022 e intaccare il PIL (tedesco) del 5%. Il presidente tedesco Scholz avverte “l’embargo al gas non serve”. Hanno calcolato che, solo in Germania, l’embargo del gas porterebbe a licenziare 150.000 lavoratori.

Sono questi i motivi che frenano la Germania ad inviare armi in Ucraina. Dall’inizio della guerra leggo sui giornali italiani che con le sanzioni la Russia è andata in default (un americanismo che indica fallimento totale). Poi vedo i dati e al fallimento ci stiamo avviando noi occidentali.

Domenica 24 aprile. Elezioni presidenziali in Francia. Rivince  Macron con il 58,5% contro la Le Pen con il 41,5%. Macron, rispetto al 2017 nella quale aveva preso il 66,10%, è sceso in percentuale.  La domanda che mi sono posto è: la ha votato per far continuare la guerra in Ucraina o per non far vincere Le Pen? Visto le azioni di Macron sembra che la Francia sia più propensa alla guerra. Però rileggo e alcuni giornali dicono che Macron è dubbioso sull’invio delle armi.

Martedì 26 aprile. Riunione di 40 paesi, a Ramstein, in Germania organizzata dall’America. La decisione presa è quella di dare armi pesanti all’Ucraina e così anche la Germania si allinea e cambia opinione. Il giornalista Toni Capuozzo, bestia nera del giornalismo italiano di questo periodo, l'ha definito “Consiglio di guerra”.

Prima di inviare l’articolo rileggo alcuni giornali e vedo che il presidente tedesco Schloz è titubante e restio ad inviare le armi. La Confindustria tedesca è preoccupata per la situazione e non è propensa ad inviare le armi.

In Italia il M5s, anche se con alcuni distinguo, sembra contraria ad inviare le armi. Salvini ha molti dubbi nel far inviare le armi.

Nicola Dell’Arena