Pubblicato Martedì, 22 Marzo 2022
Scritto da Nicola Dell'Arena

Opinioni \ Riflessioni
PACE O NON PACE?

17 marzo. I mezzi di informazione (nel caso di questa guerra è meglio chiamarli di disinformazione) italiani dicono che dall’Ucraina arriva la notizia che “entro 10 giorni si potrebbe firmare l’accordo tra Ucraina e Russia. Cosa è successo? Azzardo una sola ipotesi. Zelensky, all’interno del governo ucraino, è stato messo in minoranza e la maggioranza è favorevole alla pace. 

18 marzo assistiamo a due show: uno di Putin e l’altro di Biden.

Putin parla al popolo russo in uno stadio, Luzniki di Mosca, all’aperto e stracolmo di persone entusiaste (naturalmente non c’è bisogno dei mezzi di  disinformazione lo dico io) tutto organizzato alla perfezione. Le fonti russe forniscono i dati: 203.000 persone di cui  95.000 sugli spalti.

Putin, tra le altre cose, dice “attueremo tutti i punti del piano”. Non è finito il discorso che immediatamente parte la disinformazione e mi soffermo su due punti.

Dal primo giorno di guerra i nostri mezzi di informazione e i servizi segreti, americano e inglese, sparano la bomba (o la scemenza) che a Mosca migliaia di persone siano pronte ad ammazzare Putin. Putin parla in televisione e si trova in una posizione strana!! Da quel giorno i soliti mezzi e servizi non fanno altro che accollare a Putin le peggiori malattie.

E Putin cosa fa? Si presenta allo stadio fresco, smagliante, spavaldo e pimpante. Non contenti della brutta figura rimediata si inventano un colpo di stato da parte della TV russa per un attimo che non ha trasmesso le immagini.

Biden durante il discorso a Capitol Hill, per il giorno di S. Patrizio, ha definito Putin “Un dittatore omicida e un puro criminale”.  Il giorno prima alla domanda di una giornalista si contraddice, prima dice no e poi dice “Si, credo che sia un criminale di guerra” , e sui social lo trattano da rimbambito. Oltre le minacce e le sanzioni pure gli insulti. Peggio di Biden si è comportato il nostro ministro degli esteri Di Maio definendolo un “animale”.

19 marzo. Una telefonata di due ore tra Xi Jinpig, il presidente cinese, e Biden.  Il risultato finale, secondo i nostri giornalisti, è che la Cina si sia leggermente allontanata dalla Russia, boh. Mentre su Il Giornale Alessandro Ferro riporta il proverbio cinese citato da Xi “Spetta a chi ha legato il sonaglio al collo della tigre il compito di toglierlo”. E continua: “la tigre” è la Russia (Putin), “il sonaglio” l’allargamento della NATO ad est, chi ha “legato al collo” è l’America (Biden).

20 marzo. Due fatti importanti sono accaduti. Zelensky parla alla Knesset, il parlamento israeliano e dice "La Russia parla di soluzione finale, l'invasione è diretta a distruggere il popolo dell'Ucraina ed è per questo che assomiglia a quello che i nazisti fecero al popolo ebraico durante la Shoah". La frase invece di ricevere consensi crea molti malumori e una reazione furibonda così che il ministro della comunicazione dice “il paragone con gli orrori della Shoah e la soluzione finale è oltraggioso”. Israele non ha emesso sanzioni contro la  Russia ed è molto cauto ad appoggiare l’Ucraina.

La Turchia, resa completamente islamica da Erdogan, ha fatto da mediatore. La Turchia è un paese della NATO ma sta trattando per l’accordo in nome  proprio. La NATO e l’Europa non c’entrano nulla. La Turchia da alcuni anni intrattiene ottimi rapporti con la Russia ed è entrato in alcune soluzioni di guerra, ad esempio la Libia. La Turchia annuncia “Mosca e Kiev sono vicine ad un accordo”.

Aspettiamo qualche girono e vediamo se fosse vero.

Nicola Dell’Arena