Opinioni \ Riflessioni

I PARTITI E MATTARELLA 

All’indomanidella rielezione di Mattarella ricomincia la guerra tra i partiti e ci si mettono pure i giornalisti, tutti soloni televisivi, a conteggiare chi ha vinto e chi ha perso.

Per me hanno perso tutti un po’ di dignità ma non troppo. E dico questo, a differenza della maggioranza degli italiani, perchè di teatrini per l’elezione del Presidente della Repubblica ne ho visti tanti. C’è ne saranno altri finchè non si passa alla elezione diretta da parte dei cittadini.

I numeri sono magici ma nessuno ne tiene conto. I numeri dei Grandi elettori dicono una parità tra centro destra e centro sinistra per cui il PD non poteva mai votare un candidato del centro destra, per non darle una vittoria. Analogamente il centro destra non poteva mai votare uno del PD. Il M5s era fuori dai giochi e molti di loro volevano il Mattarella bis e Draghi al governo.

C’era un perfetta situazione di stallo. E così arriva il bis di Mattarella, l’unica soluzione onorevole per tutti.

Letta immediatamente si intensta la vittoria e la scelta di Mattarella. Peccato che arriva subito la smentita di Italia Viva, il gruppo del M5s e di Forza Italia. Letta voleva ed ha insistito sulla Belloni. Letta viene elogiato ed esaltato. Le bugie hanno le gambe corte. L’azione decisiva è stata le due telefonate di Draghi e Berlusconi a Mattarella.

Salvini e Conte escono dalla riunione, con il PD, e con la stampa annunciano il nome della Belloni. La reazione è stata immediata da parte dei partiti sul nome della Belloni. Salvini e Conte hanno fatto il nome della Belloni, come usualmente si fa, per saggiare la reazione popolare.

Salvini viene attaccato, con capofila il direttore della Repubblica, come persona incapace e il grande sconfitto di questa elezione. Su Conte nulla, tutto va bene. Da Porta a Porta ci deve pensare Tajani a far sbollire l’invasato Molinari.

Molinari, come direttore della Stampa, era più moderato e speravo che portasse moderazione anche a Repubblica. Si vede che l’aria che si respira a Repubblica porta ad agire su veleni, ira, odio e qualche falsità.

Il ministro Carfagna, di Forza Italia, si lascia a dichiarazioni spropositate e rincara la dose su Salvini: “Qualcuno voleva usarla come kingmaker (non so cosa significa): inqualificabile dare il nome di uno dei più stimati alti funzionari pubblici in pasto ai media”. Non riesco a capire il termine inqualificabile, visto che è sempre stato fatto così, che è un termine duro e pesante. E poi una domanda è d’obbligo visto come sono andate le cose. Salvini aveva il mandato di trattare a nome di tutto il centro destra?

Con questa elezione, è scoppiata la guerra tra Di Maio e Conte. Veramente la pentola bolliva da qualche mese. Travaglio l’unico e puro giustiziere, scrive che Di Maio deve essere cacciato dal partito. Mi sembra che siano dilettanti allo sbaraglio. Un partito che, oggi come oggi, arriva al 5% si permette di cacciare i propri uomini. Avremmo due partiti al 2% oppure qualcosa di nuovo con il rimescolamento dei partiti che si sente e si legge sui giornali in questi giorni. Non voglio polemizzare ma quando serve arriva puntuale la magistratura, anche per Conte.

Salvini ha riunito il Consiglio Federale e ha ottenuto il mandato “di lavorare per creare, allargare e potenziare una alleanza alternativa alla sinistra”. Non vorrei sbagliare ma non si parla solo di centro destra.

Il centro destra sparirà? Nascerà una nuova alleanza di centro moderato? Renzi si riunisce con Letta? Aspettiamo gli eventi.

Nicola Dell’Arena