ATRI: Il degrado dell'Hotel du Parc e il problema della ricettività

B&B: FARE RETE PER GARANTIRE OSPITALITA' DI QUALITA' 

Ha ragione l’ex Sindaco Mario Marchese quando pone il problema della capacità ricettiva di Atri.

Diamo per certe e scontate tutte le indicazioni che egli fornisce sulle potenzialità storiche, architettoniche, artistiche e ambientali di Atri.

Sono sicuramente condivisibili gli interrogativi che solleva circa i problemi legati alla accoglienza di Turisti in Atri. Li conosco in prima persona gestendo oramai da oltre 10 anni un Bed and Breakfast in Centro Storico.

La chiusura e il susseguente degrado dell’unico albergo in grado di ospitare comitive oramai è un dato di fatto. L’Hotel du Parc per riprendere la propria attività ha bisogno di investimenti importanti, e non sembra essere il momento migliore perché qualche operatore del settore sia disposto a rischiare.

Atri è fortemente attrattiva, su questo non ci sono dubbi. Alcune iniziative di promozione turistica e di supporto ai turisti cominciano a dare i loro risultati. La Riserva dei Calanchi è sempre più meta di visitatori. Il settore della ristorazione spesso più che essere a disposizione dei turisti è esso stesso motivo di attrazione per turisti alla ricerca di eccellenze.

Cosa si potrebbe fare, quindi, per migliorare la offerta di ospitalità.

Il Piano Particolareggiato del Centro Storico di Atri, oramai obsoleto e bisognoso di una decisa rivisitazione, poneva fra le ipotesi della rivitalizzazione del nucleo storico della città quella della realizzazione del solito “Albergo Diffuso”. Questo non ha mai visto la luce, neanche a seguito dell’incontro appositamente organizzato dall’Amministrazione Comunale l’11 ottobre 2018

con il cosiddetto esperto del settore, il Prof. Giancarlo Dall’Ara , il quale non ha fatto altro che raccontare esperienze note a tutti e dire che non si poteva parlare di “Albergo Diffuso” viste le caratteristiche del nostro Centro Storico, ma di “Accoglienza diffusa”. A quel punto tutti si aspettavano indicazioni e suggerimenti da parte del Professore su come organizzare questa “Accoglienza Diffusa” ma così non è stato.

L’Assessorato competente, se crede nel problema che stiamo affrontando, potrebbe ricercare esperti alternativi sullo specifico argomento e valutare successivamente strategie adeguate e concrete da porre in atto.

Al momento in Atri l’ospitalità per i turisti è affidata ai B&B e bisogna prenderne atto.

E’, quindi, necessario procedere con la creazione di una rete che organizzi al meglio quanto è disponibile.

Essa é sicuramente poco onerosa, può essere efficiente (se bene studiata e strutturata), é costituita di diverse piccole attività (non una sola come un grande albergo) che si autofinanziano e dove se una decide di chiudere non mette in crisi l’intero sistema di ospitalità. Certamente bisogna lavorarci e bisogna che ci sia la buona volontà da parte dei vari soggetti coinvolti, ma l’Amministrazione Comunale potrebbe essere l’elemento coagulante.

Tutto questo senza abbandonare l’idea di rilanciare il ruolo dell’Hotel du Parc che oltre ad assolvere il compito di ospitare gruppi di turisti potrebbe riprendere adeguatamente (condizioni Covid-19 permettendo) l’attività dei banchetti per cerimonie sfruttando ancora la posizione assolutamente invidiabile di adiacenza alla Villa Comunale e di prossimità alla splendida Cattedrale.

Luciano Brandimarte