Pubblicato Mercoledì, 29 Maggio 2019
Scritto da Nicola Dell'Arena

Opinioni \ Riflessioni

SALVINI STRAVINCE

L’hanno riconosciuto tutti: queste elezioni europee sono state vinte dalla Lega. La Lega è il primo partito in Italia. C’è ne voluto per riconoscere questo dato. Che pena Bruno Vespa e il suo sondaggista Noto (ma perché non lo mandano via, sbaglia sempre) che mentre Mentana, già dalle prime proiezioni, dava la Lega al 34%  lui fino alle due di notte lo dava al 30.

La Lega con il 34,33% ha superato i voti del primo Berlusconi e si sta avvicinando alle percentuali della DC degli anni migliori. Il Nord produttivo ed economico ha dato alla Lega il 41%, il centro il 33,45% e l’Italia meridionale il 23% circa. La Lega e FDI insieme sono arrivati al 41% ed è una buona notizia. Il Centro destra ha sfiorato il 50% ed anche questa è una buona notizia.

Il PD è arrivato secondo superando il M5s. Nel dibattito televisivo tutti ad inneggiare all’aumento del PD. Tutti a cantare vittoria per il PD. Ma non è vero. Nel confronto con il 2018, sommando tutti i partiti di allora il PD ha preso l’1% e 121000 elettori in meno.

Il M5s è crollato al 17,08%. Di Maio ha detto sono stati penalizzati dall’astensionismo e che il proprio elettorato non è andato a votare. In parte è vero, perché l’alta affluenza del 2018, e soprattutto al sud premiò il M5s con risultati sorprendenti e sbalorditivi. Il M5s deve di non essere né carne e né pesce, né destra e né sinistra. Gli elettori di Centro destra, sbandati dal dopo Berlusconi, hanno ritrovato in Salvini un leader e sono tornati alla loro casa.

La campagna elettorale del M5s fatta esclusivamente contro un loro alleato di governo, per recuperare a sinistra, è stata da dilettanti allo sbaraglio e delirante.

La loro azione di governo, altalenate su problemi importanti è stato virale.  Il no alla TAV pesa sempre. La politica dei porti chiusi, prima approvata e poi contrastata con Toninelli e Di Battista, è stata devastante. Se nel 2018 ha pesato tantissimo il reddito di cittadinanza, nel 2019 è stata vincente la politica dei porti chiusi. La Lega a Lampedusa ha preso il 46% e a Riace il 30,75%, giusto per citare  due paesi simboli dell’accoglienza.

Tra le elezioni europee e comunali i risultati dicono che l’elettorato si fida del M5s a livello nazionale ma non crede nelle capacità dello stesso a livello di gestione dei comuni e delle regioni.

Il confronto per il governo è positivo, anche se a partiti alternati, il governo è stato votato dal 51,4% aumentando di poco e quindi gradito dagli italiani. Tutti i dibattiti televisivi sono stati incentrati sulla crisi di governo e sulle possibili soluzioni. Arriva Salvini e sbaraglia tutti. Dice che lui ha chiesto i voti per cambiare le regole dell’Europa e non per cambiare governo. Nessuno gli crede e continua il dibattito surreale sulla caduta del governo.

Con il risultato ottenuto a Salvini non conviene staccare la spina al governo per i seguenti motivi: 1) chi rompe il governo viene punito dagli elettori; 2) con questo governo la Lega ha un grande trionfo e può applicare il suo programma; 3) Mattarella farà di tutto, soprattutto spingerà per un accordo tra Centro sinistra e M5s, pur di non far tornare alle elezioni che vincerebbero i suoi nemici.

Berlusconi e Meloni spingono per la crisi di governo e così al posto di un governo di Centro destra (a due o tre partiti) ci potremmo ritrovare con il governo PD e M5s. Dopo il grande trionfo l’amara delusione. NO GRAZIE.  La realtà è che gli elettori di Forza Italia che sono di Centro destra devono capire che Forza Italia non è più credibile sia sul piano politico che economico e devono rafforzare o la Lega o FDI per poter permettere (ai due) di raggiungere la fatidica soglia del 42%.

“Salvini stravince” ha titolato il suo servizio Bruno Vespa.

Nicola Dell’Arena