Pineto 2.0: l’amministrazione prenda
le distanze da Dimensione Volontario

La Onlus Dimensione Volontario era già finita qualche tempo fa nel mirino di Pineto 2.0 non a caso, ma legittimamente e anche con ragione.

Era lo scorso Giugno quando il Comune di Pineto aveva tentato di avviare, in collaborazione con l’associazione Dimensione Volontario, un progetto d’inclusione migranti, caratterizzato dal solito giochetto basato sulle sovvenzioni con cui lo Stato finanzia i progetti di utilità sociale gestiti da certi centri, cooperative e associazioni. Allora sollevammo forti dubbi sulle ragioni di tanta attenzione verso gli immigrati di colore e soprattutto della commistione col mondo della disabilità. Fatti e operazioni che crearono un forte disorientamento e tanta indignazione, in primis verso le famiglie dei ragazzi disabili e poi verso l’intera cittadinanza al punto da costringere l’assessore alle politiche sociali, Daniela Mariani, e l’intera amministrazione Verrocchio a fare retromarcia. I fatti e la verità sono pietre miliari; solo grazie all’intervento di Pineto 2.0 la strumentalizzazione della disabilità, del dolore di chi vive quotidianamente questo dramma e la spettacolarizzazione dei migranti, fu impedita e il progetto non è stato realizzato. A distanza di qualche mese, mercoledì 19 dicembre, è apparsa sulla stampa la notizia che al centro diurno di Roseto degli Abruzzi, gestito fino a ieri dall’associazione Dimensione Volontario, alle famiglie dei ragazzi disabili, ospiti della struttura,veniva fatta pagare una retta mensile per la mensa, quando in realtà non avrebbero dovuto farlo perché il vitto era già ricompreso nel servizio offerto. La notizia nasce dalla denuncia di alcuni genitori e famigliari dei ragazzi ospiti del Centro Diurno che, a loro insaputa, per tanti anni sarebbero stati costretti a pagare una quota mensile di circa 120 euro per i pasti senza che ciò fosse previsto, mentre l’associazione ne intascava l’illecito corrispettivo. A ciò si aggiunga che gli stessi genitori hanno denunciato palesemente la gestione personalistica dell’associazione effettuata dal presidente anche sulle assunzioni e/o allontanamenti delle operatrici al punto che anche il preposto assessore di Roseto degli Abruzzi ha preso le distanze dalla Onlus. In definitiva l’associazione Dimensione Volontario è stata allontanata dalla gestione del  servizio del Centro Diurno di Roseto che l’Unione dei Comuni “Terre del Sole” ha deciso di assegnare ad un nuovo operatore.

Riteniamo che faccia molto male per chi s’impegna quotidianamente nella lotta alla malattia essere strumentalizzato e mercificato da chi solo per ragioni d’interesse usa ogni mezzo, migranti, disabilità, animali ecc., tutto riconducibile ad un’unica persona, per intascarne i proventi dei finanziamenti.

L’azione dell’Amministrazione comunale di Pineto, sino ad ora, non ha meritato medaglie, ma tra il continuare a fare male e perseguire la commistione con soggetti già socialmente attenzionati meriterebbe di essere esplorata la terza opzione che è il provare a mettere rimedio.

Alla luce di quanto era già noto, di ciò che è emerso in questi giorni e di quanto ancora potrà emergere, Pineto 2.0 invita il sindaco Verrocchio e tutta l’amministrazione comunale a prendere le distanze dall’associazione Dimensione Volontario, evidentemente ancora gestore del Centro diurno di Scerne e in rapporti anche con altre Onlus locali, atteso che i fatti fin qui emersi, che a qualcuno piaccia o no, sono incontrovertibili e contro la tutela dell’immagine e del valore sociale.

Diceva qualcuno, a pensare male si fa peccato, ma spesso s’indovina.