IL FRATE CAPPUCCINO VICINO A PADRE PIO E
LEGATO ALLA NOSTRA CITTA'

PADRE GUGLIELMO ALIMONTI CITTADINO ONORARIO DI ATRI

LA SOLENNE CERIMONIA GIOVEDI 8 NOVEMBRE
ALLE ORE 11,30 PRESSO IL PALAZZO DUCALE

P. Guglielmo è nato a Guardiagrele nel 1929. E’ stato battezzato con il nome di Alessandro. Entrato giovanissimo nell’Ordine dei Cappuccini, fu ordinato sacerdote nel 1956. Scelse, in omaggio al grande missionario P. Guglielmo Massaia, il nome di Guglielmo, peraltro portato da un Abate benedettino, legato al Santuario di Montevergine, in Irpinia.

Ha trascorso la maggior parte della vita religiosa e sacerdotale, al Santuario-Basilica della Madonna dei Sette Dolori a Pescara, dove tuttora risiede. Coordinatore dei gruppi di preghiera “S. Pio” per l’Italia Centrale, ne ha diretto gli annuali incontri, prima e dopo la canonizzazione del Santo cappuccino, a Loreto e S. Gabriele, per il Medio-Adriatico e in tanti altri luoghi dello spirito.

Il legame di P.Guglielmo con Atri, risale al 1978, quando nacque il gruppo di preghiera, per iniziativa della Prof.ssa Myriam Marcone, docente di educazione tecnica nella s.m.s. “Felice Barnabei” e della sorella, Signorina Elda. Il gruppo assemblò i terziari di S. Francesco, trasferiti in S. Chiara, con la tela di S. Elisabetta d’Ungheria, patrona dei laici francescani, opera di P.Giovanni Lerario, il conventuale romano di origine pugliese, trasfiliato nella provincia religiosa d’Abruzzo, le cui tele possono essere ammirate a Silvi, dove fondò anche la schola- cantorum, ora con il suo nome e presente in Atri, in diverse occasioni.

Il gruppo di preghiera fu localizzato nella chiesa di S. Chiara, per via del comune carisma francescano, e inizialmente affidato a Don Giovanni Forlizzi, residente presso il Monastero. Gli subentrò Don Antonio Toscani, Parroco di S. Nicola e alla partenza di quest’ultimo per la Parrocchia di S. Lorenzo a Nepezzano, il gruppo ebbe per lunghi anni, l’assistenza di Mons.Giuseppe Di Filippo, Vicario Generale ed economo spirituale di S. Nicola. Anche per questo motivo, qualche adunanza mensile si tenne nella vicina chiesa capoquarto. Vari i pellegrinaggi a S. Giovanni Rotondo, e in altri luoghi della spiritualità francescana. P.Guglielmo ha seguito da Pescara, il gruppo “S. Chiara”, presenziando in diversi momenti.

Nel 2002, all’indomani della canonizzazione, nacque un secondo gruppo di preghiera, presso la Parrocchia di S.Gabriele, per iniziativa del Dott. Franco Fuschi, dell’Avv. Pasquale Spezialetti e Giovanni Verna, con l’accoglienza di Don Paolo Pallini. Il suggerimento della costituzione fu accentuato dalla nomina a Vescovo di Teramo-Atri, di Mons.Vincenzo D’Addario, arrivata due mesi dopo la canonizzazione di S. Pio, in Piazza S.Pietro, presieduta da S. Giovanni Paolo II. Una folta delegazione atriana, andò a conoscere il nuovo Vescovo, proprio a S. Giovanni, e gli furono accanto, nella celebrazione, Don Paolo e Don Roberto Borghese, amico della Parrocchia di S.Gabriele, e Parroco di Montepagano. Mons. D’Addario, lo ricordiamo tutti, tenne la prima visita solenne nella Concattedrale di Atri, poco prima della chiusura per i restauri, il 27 ottobre 2002.

Nel 2003, per iniziativa del gruppo di S. Gabriele, arrivarono da S. Giovanni, alcune reliquie del frate con le Stigmate e una veglia di preghiera fu celebrata dall’indimenticabile Mons. Vincenzo D’Addario, per dodici anni Arcivescovo di Manfredonia-Vieste, dove ricade, oltre al Santuario di S.Pio annesso a quello di S.Maria delle Grazie, anche la Basilica micaelica di Monte S. Angelo, come teneva a ribadire l’Arcivescovo Vincenzo. Da S. Giovanni, arrivò P.Ludovico Cocola, un cappuccino molto vicino a P.Pio. Le reliquie sostarono anche nella chiesa di S. Chiara. Gli atriani restituirono la visita al Santo cappuccino, appena dopo Natale, con un pellegrinaggio totalmente dedicato al frate con le Stigmate.

P. Guglielmo è venuto diverse volte nella Parrocchia di S. Gabriele, dove fu collocata la statua di S.Pio, accanto a quella dell’Immacolata, nell’iconografia della Medaglia Miracolosa e di S.Gabriele dell’Addolorata. Il simulacro fu acquistato anche nella prospettiva, realizzata, dell’annuale festa, nella data liturgica, non suscettibile di trasferimenti, per il tempo ancora buono e il prologo dell’inizio delle attività pastorali, dopo la pausa estiva.

Un altro simualcro, piu’ piccolo, è stato collocato nella chiesa di S. Chiara, presso l’altare di S.Gaetano Thiene. La sovrapposizione di culto era già avvenuta dalle claustrali atriane, con il medaglione di S.Teresa di Gesu’ Bambino, per volere della Signora Lavinia Pierangeli Angelini, sull’altare dei tre Santi, Lorenzo, Stefano e Pietro da Verona, i due martiri della fede in due periodi di sofferenza per la Chiesa, accanto al martire della carità, tornato all’attenzione con l’omicidio di Desireè Mariottini.

Formuliamo gli auguri e i complimenti a P.Guglielmo, sempre accolto con gioia nella città dei calanchi, per la grande devozione al cappuccino stigmatizzato. Tanti sono gli aneddoti e i racconti su P.Pio e Atri e forse sarebbe bello scriverli su un libro.

SANTINO VERNA