Piccole storie

VOLA ALTO NEL CIELO DELLA VITA

Ore 5:09 - “O pà sei sveglio?” è il messaggio di mia figlia che si accerta che mi sia alzato…In realtà non ho neanche tanto dormito, ma non glie lo dico. Puntuale alle 5:15 sono davanti casa: gli ultimi saluti, le ultime lacrime, i bagagli caricati… Sale in auto e partiamo: destinazione stazione di Pescara. Passiamo prima a prendere l’amica… stesso rituale tranne le lacrime: per lei sarà solo una vacanza di un po' di giorni.

Siamo leggermente in ritardo, il treno è alle 6:55, ma le strade sono libere e facciamo in tempo. Binario 6, mancano 10 minuti alla partenza... le valigie non ci permettono di correre. Dopo un po' di fatica, riusciamo a trovare la carrozza. L’ultimo abbraccio, un po' di commozione e le porte si chiudono. Il treno parte lentamente, seguo il viso innocente di mia figlia mentre attraversa i finestrini per raggiungere il posto assegnato. Si passa una mano sul viso… la saluto col pollice alzato e intanto continuo a ripetere “andrà tutto bene”. Guardo il treno scomparire all’orizzonte. Riprendo la strada verso casa, avverto il vuoto. Si intravedono le prime luci dell’alba… sono immerso nei miei pensieri: in tre quarti d’ora, dopo quasi 20 anni, si è consumato il primo importante distacco di mia figlia (ed è difficile credere che non sia definitivo. Avrei voluto trattenerla ma la tentazione è durata giusto il tempo di capire che non c’era un motivo valido. So che ce la farà, è una tosta.

Una storia comune a tanti nostri giovani che abbandonano la casa, le persone care in cerca di un futuro migliore cominciando dalla scuola. Piccole sofferenze consumate nel silenzio di realtà familiari. Il futuro è altrove, il presente qui appartiene a chi sa prendere le scorciatoie. Non sono stato capace d’insegnare ai miei figli altre strade se non quelle della fatica, dell’impegno, della conoscenza, del rispetto: le strade per la libertà.

Vola alto nel cielo della vita, figlia mia!

Adriano Della Quercia