Riflessioni \ Opinioni

LUNA DI MIELE

Il governo è tornato ed ha avuto l’approvazione di Camera e Senato. Benvenuto governo e che ci sia il cambiamento promesso e sperato. Da Avvenire del 3 giugno leggo, una frase che fotografa la nuova realtà, “Luna di miele e d’aceto” ed io che sono malandrino ho tradotto luna di miele per il governo e aceto per il Presidente della Repubblica.

Cosa è successo tra il veto a Savona e la formazione dello stesso governo pochi giorni dopo?

Mattarella ha commesso diversi errori tra cui qualcuno grave e qualcuno lieve, che elenco: 1) non aver mai dato, neanche per formare un governo di minoranza, l’incarico alla coalizione di centro destra vincitrice delle elezioni; 2) il veto sul nome di Savona che in realtà era un veto su un punto del programma della sola Lega; 3) il caso Cottarelli; 4) il discorso finale, dopo la presentazione della lista.

Con il veto messo ci sono stati tanti costituzionalisti che hanno approvato la posizione di Mattarella, sono gli stessi che nell’ultimo referendum ci hanno detto che la riforma era meravigliosa, la migliore del mondo. Ci sono stati tantissimi costituzionalisti che hanno affermato che Mattarella ha sbagliato. Prima considerazione: non tutti i costituzionalisti hanno dato ragione a Mattarella.

Sui social c’è stato un parere nettamente contrario a Mattarella, quei pochi che hanno scritto “Grazie Mattarella” sono stati subissati da quelli contrari. Molti personaggi e giornalisti hanno detto che Mattarella aveva sbagliato. Da Bruno Vespa ho sentito che l’85% di italiani si sono espressi contro il veto di Mattarella (non so come hanno fatto a calcolare questo dato). Gli italiani si sono sentiti defraudati del loro diritto di voto ed hanno reagito facendo dire al diretto interessato Paolo Savona “c’è stata una sollevazione popolare”.

Che Mattarella avesse preso d’aceto lo dimostrano sia il discorso finale che la foto ricordo, con il viso triste, con il nuovo governo. Il discorso finale è stato un errore lieve ed invece di dire cosa fosse accaduto fa solamente gli auguri di buon lavoro ai giornalisti. Segno evidente di nessun ripensamento da parte sua e dimostrazione che sia stato travolto dagli eventi.

Il caso Cottarelli, non lo chiamo governo Cottarelli perché sarebbe una bestemmia, è stato una vergogna internazionale, è stato il ko che ha messo al tappeto Mattarella, ha fatto dire a molti giornalisti che il re (Mattarella) è nudo. Mattarella era stato avvertito da tutti che non avrebbero dato il voto di fiducia a Cottarelli. Era rimasto solo il PD ma alle 10 del mattino, subito dopo l’incarico, hanno annunciato l’astensione e non il voto di fiducia. Anche con il voto di fiducia che senso aveva un governo votato dal 20% dei parlamentari il cui partito era uscito nettamente sconfitto?

Il caso Cottarelli è l’unico, sia nella storia che in tutto il mondo, di un capo di governo che non riceveva neanche un voto. Dopo quello del PD arriva una altra batosta: nessuno, della numerosa schiera dei tecnici ed in attesa della telefonata, vuole far parte del governo.

Nella mattinata dell’incarico la Merkel annunzia “Siamo pronti a collaborare con qualsiasi governo l’Italia scelga”. Visto la tempestività, mi è sembrato un passaggio eccezionale (esempio Ronaldo) e un aiuto a Mattarella per il nascente governo di Cottarelli.

Il giorno dopo, una volta tramortito Cottarelli, il Commissario al Bilancio dell’Europa, il tedesco Oettinger, dice “I mercati insegneranno agli  italiani a votare nel modo giusto”. La frase è una sintesi reale ed efficace fatta dal giornalista, a seguito di una intervista nella quale Oettinger sparla contro i populisti e cerca di aiutare Cottarelli per un governo morto prima che nascesse. A seguito di ciò, io che non ho capito cosa sia lo spread e soprattutto a cosa serve tra stati amici l’ho definito “variabile dipendente dalla volontà del governo tedesco di strozzare governi che reputa nemici”.

In quei giorni gli USA hanno detto che erano pronti ad acquistare i titoli italiani e di conseguenza che erano favorevoli al governo Lega, M5s. La calma è tornata sui mercati.

Mattarella è stato costretto a richiamare Di Maio e Salvini e tutto è filato liscio. Per quello che é successo c’è un detto atriano che calza bene, Mattarella “c’ sa cciaccat li man”.

Nicola Dell’Arena