RIFLESSIONI \ OPINIONI
AAA GOVERNO CERCASI
Durante la campagna elettorale a Di Maio hanno chiesto a cosa avrebbe rinunciato per poter formare un governo. E Di Maio puntualmente rispondeva “Noi abbiamo il nostro programma, andiamo in parlamento e chi lo vuole votare lo voterà”. Risposta puerile e infantile. In tutte le parti del mondo se vuoi qualcosa devi contraccambiare nel dare un'altra cosa. Non è possibile che fai un governo da solo e poi chiedi i voti a chi hai chiuso la porta in faccia. Nessuno ti aiuterà.
 
Dopo il NO del M5s anche Forza Italia parla di presentarsi al parlamento chiedendo i voti a chi ci stà, in pratica proponendo un governo di minoranza con presidenza al centro destra. Ciò non è possibile e Forza Italia sbaglia alla grande.
 
Dopo aver visto i risultati elettorali e i primi avvicinamenti tra Lega e M5s, Di Maio (ma meglio dire il M5s) mette un veto secco e deciso su Berlusconi e Forza Italia. Berlusconi non ci stà e la fa capire in tutti i modi, sfasciando anche la tela che Salvini era riuscito a tessere. Agli incontri con la Casellati, di Maio fa un passo avanti e dice che al massimo può accettare l’appoggio esterno di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Anche questa volta Berlusconi non ci stà e lo fa capire bene dal Molise, ma neanche la Meloni ci stà e lo dice chiaro. 
 
Se il M5s con queste mosse pensa di spaccare il centro destra, non lo so, ma la proposta è infantile e puerile. Non è possibile spaccare il centro destra perché c’è il pericolo che si possono perdere tutte le amministrazioni locali, come il Molise e il Friuli hanno confermato il 22 aprile votando il centro destra unito. Se il M5s di pensa di dividere il centro destra in modo tale che la presidenza del consiglio la prenda Di Maio al posto di un Salvini, indebolito e ridimensionato, non lo so, ma sbaglia clamorosamente anche se sembra un passo serio nella logica di chi lo propone. 
 
Se  il M5s abbia cambiato strategia, rispetto alle figuracce fatte fare a Bersani e Renzi, dice SI ma poi non vuole far nascere un governo, pensando di stravincere le elezioni lo diranno gli eventi futuri. Non vorrei che abbiano fatto i calcoli senza l’oste. E in questo caso l’oste sono gli elettori.
 
Salvini ha agito da vero leader (smussando gli angoli, tessendo con pazienza la tela, rinunciando alla presidenza del consiglio, arrabbiandosi con Berluconi ai continui insulti al M5s) ma pure lui ha messo un veto secco e deciso sull’accordo con il PD. Però gli elettori lo hanno premiato sia in Molise che in Friuli.
 
In questi giorni ho risentito frasi della prima repubblica (scomparsi dal linguaggio politico) l’ago della bilancia di La Malfa i due forni di Craxi, la ruota di scorta, ho rivisto scene dimenticate di continui incontri per non fare nulla. 
 
L’arma del doppio forno era completamente spuntata perché ci voleva tutto il PD per ottenere la maggioranza in parlamento. Il M5s propone al PD il contratto per fare un governo. Una parte del PD ci stà. Alla fine è arrivato il veto secco e deciso di Renzi. Senza il gruppo renziano non si raggiunge la maggioranza, cosa che invece può accadere tra centro destra unito e renziani.
 
Sul contratto il M5s si affanna a scrivere su facebook, su pressione di molti elettori preoccupati dell’accordo con il PD,  che il contratto non è alleanza ma sono scuse vuote, parole gettate al vento.
 
Di Maio parla che siamo entrati nella terza repubblica a me pare che siamo ritornati nella prima. Di veti reciproci tra gruppi già armati non si va da nessuna parte. Il M5s, per dire che è diventato maturo, deve smettere di pensare e credere che possa prendere il 51% dei voti. Non ci arriverà mai. Chiunque riporterà il PD al governo, partito che ha avuto la più grossa batosta elettorale degli ultimi 70 anni della storia repubblicana, infanga l’intelligenza degli italiani. Quale governo ci sarà? Non dico nulla e aspetto con preoccupazione.
 
Nicola Dell’Arena