Pineto: Verrochio e la rincorsa alle apparenze

Solo alcuni giorni dalla Lettera aperta di Pineto 2.0 al Sindaco Verrocchio sull’inattività e la sonnolenza amministrativa ed ecco la risposta che conferma le nostre tesi.

Non abbiamo nulla contro i riassunti, hanno una loro indiscutibile utilità, ma perdono inevitabilmente il loro appeal in mancanza di logicità e qualità. Per quanto Verrocchio possa essere abile nella rincorsa alle apparenze, da questo bilancio emerge una gestione pubblica fallimentare sotto ogni punto di vista. Fare un bilancio di fine anno, su opere compiute da altri o addirittura future, no, non ha proprio senso. Sono fuori dalla realtà.

Questo è il giudizio di Pineto 2.0 all'indomani della pubblicazione del bilancio di fine anno. Sindaco e Giunta hanno perso ormai anche il più elementare approccio quotidiano con i problemi della nostra comunità. Questa volta però, l’hanno fatto senza i clamori della stampa, pubblicando una vera e propria lista colma di chiacchiere e di qualche desiderio. Chiaramente si vergognano del nulla prodotto e delle menzogne scritte.

Vediamo punto per punto alcuni degli aspetti principali su cui l'amministrazione ha messo l'accento:

La prima critica verte sul piano degli investimenti che sarebbero stati realizzati sul territorio proprio grazie  alla risoluzione del contenzioso ENI. Di quali investimenti parlano il Sindaco e la maggioranza? Forse a loro sarà sfuggito lo stato di abbandono delle frazioni di Scerne e Torre San Rocco, di Mutignano, dei vari quartieri da cui è formata Pineto, delle strade, dei marciapiedi senza dimenticare il problema relativo all’erosione delle spiagge. È evidente e inconfutabile il fallimento di quanto sia stato millantato dalla maggioranza nell’uso di un surplus finanziario, in realtà fin qui utilizzato esclusivamente nel sistema del consenso elettorale.

Poi, il fronte della sicurezza idrogeologica. Ci piacerebbe sapere dove vivono il sindaco e la Sua amministrazione. È solo del 15 novembre scorso l’ultimo pericolo subito dai pinetesi in tema di rischio idrogeologico con l’esondazione del torrente Foggetta e del Calvano, che ha rischiato di straripare anche nella zona del centro. La zona sud di Pineto, a ridosso del quartiere Corfù, è diventata un grosso pantano melmoso e il tratto di statale Adriatica, poco prima della Torre di Cerrano, era impraticabile. Per questi signori la difesa di Pineto dal rischio idrogeologico si manifesta esclusivamente con la comunicazione periodica dei buoni propositi “faremo”, “studieremo”, “progetteremo”. Tutto pagato con i denari di quei cittadini e quelle attività commerciali che subiscono i danni.

Sul capitolo del progetto “Paride” ci raccontano che sono stati sostituiti 4800 punti luce. Tralasciando ad altra discussione gli aspetti di natura sia tecnica sia finanziaria, è confermato quanto più volte denunciato da Pineto 2.0; nulla è stato modificato in termini di nuova illuminazione nei luoghi dove Pineto, all’alba del 2018, è ancora buia e tristemente abbandonata.

Per concludere,  non possiamo tacere sui risultati ostentati sul fronte della “Ciclovia Urbana”. Una delle questioni dove quest’amministrazione ha dimostrato, in continuazione alla precedente, la reale incapacità di progettare il futuro di Pineto. Astenendoci da ogni giudizio, vogliamo ricordare la nuova pista ciclabile da 105 mila euro, il percorso che si prospetta a ridosso della Torre di Cerrano e quella realizzata a Santa Maria a Valle di colore rosso, opera costata oltre 500 mila euro.

Insomma, anche il 2017 è stato caratterizzato per il particolare immobilismo. Un anno di niente, concluso, evidentemente, con un bilancio in cui si sono trascurati i giovani, il turismo, il commercio, il problema sicurezza, il lavoro, la manutenzione e dove non si vedono proposte concrete. Un bilancio evanescente, da cui non emerge nulla in termini di opere pubbliche e impegni a favore della città, fatto con approssimazione anche nei pochi impegni assunti e di competenza di altri Enti.

Pineto 2.0