Opinioni \ Riflessioni

LE ELEZIONI SICILIANE: FLOP DEL PD

Le elezioni siciliane e quelle di Ostia si possono rappresentare sinteticamente con la seguente frase: bassa affluenza e grande catastrofe del PD.

Ad Ostia hanno votato il 36,15% e in Sicilia il 46,76%. Al ballottaggio di Ostia si scenderà sotto il 30%. I cittadini sono stufi e delusi della classe politica e dei continui scandali e ruberie e così disertano le urne. Nemmeno l’onestà del M5s li porta a votare, anzi questa volta sono delusi anche dal M5s che a Roma non riescono a decollare.

I nostri amici europei ci dicono che così va bene e ci dobbiamo abituare. No, per me va male, anzi malissimo. Non é possibile che una parte esigua del paese decida per la maggioranza per colpa della politica che non riesce a ritornare alla morale, all’onestà e a  prendere decisioni per il bene comune.

Ad Ostia vanno al ballottaggio il candidato del M5s (con il 30% e la perdita del 13% rispetto all’elezione della Raggi) e quello del centro destra (con il 27%). Terzo è arrivato il candidato del PD con il 13% e con grande sorpresa, il candidato di CasaPound ha preso il 9% superando il candidato della sinistra unita. Sembra una barzelletta, mentre il parlamento approva una legge per condannare l’apologia del fascismo e distruggere i monumenti del trentennio gli italiani non hanno paura e gli hanno dato il voto. Fiano e la Boldrini non hanno capito che le idee non si possono imprigionare per legge.

In Sicilia va in scena la vergogna italiana. Prima delle elezioni era uscita la polemica sullo scrutinio effettuato il giorno dopo. Nulla di male fare lo spoglio il giorno dopo, con il seggio riposato e la mente libera e fresca, però che alle 20 sentire il TG1 che i dati non sono definiti è una vera vergogna tutta italiana. In molti paesi europei alle 8 di sera del giorno delle votazioni si conosce tutto.

In Sicilia vince Musumeci del centro destra con quasi il 40%, secondo Cancelleri del M5s con il 34,65%, terzo Vicari dell’accoppiata vincente Renzi-Alfano con il 18,65% ed ultimo Fava il candidato della sinistra con il 6%.

Una prima riflessione porta a dire che i populisti (così chiamati dagli intelligenti), ovvero quelli che rovinano l’economia, ovvero quelli che sono incapaci, ovvero quelli che sono contro il buonismo, superano il 40% anche in Italia.

Una seconda riflessione porta a dire che se questi risultati ci sarebbero alle prossime elezioni il PD prenderebbe pochi parlamentari all’uninominale (solo Toscana ed Umbria).

Una terza riflessione ci porta a dire che un governo che non raggiunge il 20% dei voti può continuare ad esistere e non sente il dovere morale di staccare la spina.

Faraone del PD ha addossato la colpa della sconfitta a Grasso, perchè non si è candidato. E’ un tentativo semplicemente penoso e disgustoso. Ci ha pensato Grasso a rispondere a questa ennesima stupidaggine (stavo per scrivere pagliacciata ma poi mi sono fermato).

Dopo questa goffa uscita del luminare Faraone mi chiedo, ma molti italiani se l’ho chiedono, è possibile che esista una classe politica che non vede al di là del proprio naso? E’ possibile che non capiscano che gli italiani sono: stufi dell’immigrazione; stufi delle ruberie (oltre 300 condannati del PD); stufi del buonismo che porta a far pagare l’onesto cittadino invece dei ladri e dei rom e regalare ai familiari degli stessi svariati milioni; stufi nel vedere un eroe, il capitano Ultimo, un delinquente perché si è  trovato di fronte il papà di Renzi; stufi nel pagare personalmente gli errori dei banchieri, che fanno la vita da nababbi, e poi ci si trova il papà della Boschi; stufi nel vedere di farla pagare a Visco, che non è immune da colpe, e poi il governo non ci dice chi sono i creditori delle banche (la paura mia é che nella rete ci sia molto PD)? Inoltre la gente non crede ai dati meravigliosi dell’ISTAT e  dell’INPS, non crede alle bugie della RAI ma crede che la Commissione parlamentare sulle banche serva ad insabbiare tutto.

Nicola Dell’Arena