OCCORRE UNA GRANDE MOBILITAZIONE

A QUANDO LA RIAPERTURA DELLA CATTEDRALE? I CITTADINI VOGLIONO SAPERE...

Le festività Pasquali hanno riacceso l’interesse sulla nostra Cattedrale e sulle altre Chiese di Atri che sono chiuse per motivi di sicurezza.

In particolare, ovviamente, l’attenzione si è focalizzata sulla Cattedrale che per qualche ora ha dato l’illusione di essere stata riaperta.

Si è trattato proprio di una illusione!!.

Una apertura, brevissima, solo per consentire l’uscita del "Cristo Morto" e della Statua della Madonna per la Processione del Venerdì Santo.

I cittadini, e i tanti turisti che restano delusi dalla impossibilità di poter visitare “il monumento” di Atri, si chiedono il perché di una chiusura così prolungata.

Vi sono danni strutturali, a seguito del sisma, di una certa serietà che ne sconsigliano l’apertura al pubblico?

Ma se così fosse non si comprende perché, sempre per la sicurezza dei cittadini, non si recinge l’area in prossimità del monumento in quanto se vi è pericolo di crollo, questo inevitabilmente interesserebbe l’area circostante l’edificio.

Si sente dire, poi, che i pilastri della Cattedrale poggiano sulle volte delle sottostanti cisterne romane.

Ma non è così da più di 700 anni?

Oppure, a seguito degli eventi sismici, questa circostanza ha prodotto degli effetti negativi sull’intero sistema strutturale?

A chi spetta dare risposte a questi quesiti?

Alla Curia, attraverso i suoi tecnici, oppure alla Soprintendenza?

Nel primo caso i tempi sarebbero brevi ed è da ritenere che già sarebbero stati resi noti i pareri e i risultati delle analisi.

Evidentemente, visti i tempi lunghi, dovrebbe essere di competenza della Soprintendenza che sicuramente sosterrà che, proprio a causa del terremoto, è particolarmente carica di lavoro e che le priorità sono quelle che sono. In altri termini ci occuperemo di Atri quando avremo avviato a soluzione le pratiche degli edifici vincolati che sono all’interno dell’area del “cratere”.

Può anche essere una motivazione comprensibile se l’organico della Soprintendenza è lo stesso di quello in essere prima degli eventi sismici. Ma se si incrementa il carico di lavoro sarebbe conseguenziale incrementare il personale, a meno che questo non fosse in precedenza in eccesso.

Comunque sia, tenere chiusa la Cattedrale, senza fare nulla, per Atri è un danno notevole, anche e non solo dal punto di vista turistico.

Sarebbe interessante prendere una iniziativa comune, mettendo assieme tutti i soggetti interessati,Capitolo della Concattedrale, Parrocchia, Curia, Comune, Commercianti, Associazioni Culturali e Soprintendenza, per organizzare un tavolo di lavoro e di confronto per trovare la via migliore, più rapida e comunque percorribile, per  dare soluzione al problema.

Non la ricerca di eventuali responsabilità, ma un lavoro propositivo per tentare di “facilitare” il percorso della riapertura della Cattedrale che è questione che sta a cuore di TUTTI gli Atriani.

I Cittadini vogliono sapere. Chi scaglierà la prima pietra?

Acqua Viva