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Pubblicato Lunedì, 10 Marzo 2014
Scritto da Santino Verna


PERSONAGGI ATRIANI

PASQUALINO SANTINI, MUSICISTA, PITTORE E POETA

 

 

Musicista, pittore e poeta, quindi artista a tutto tondo, è stato Pasqualino Santini, nato il 14 maggio 1922. Pertanto festeggiava a ridosso di pochi giorni compleanno e onomastico, perché il 17 maggio la Chiesa ricorda S. Pasquale Baylon, francescano spagnolo, la cui venerazione era molto forte a Villa Bozza (celebre l’episodio del simulacro trafugato raccontato da un bozzese doc, Giuseppino Mincione, insigne latinista e cultore di tradizioni popolari).

Pasqualino visse l’infanzia nel centro storico di Atri, dove la madre aveva il negozio e come diversi suoi coetanei entrò nella formazione musicale di Antonio Di Jorio, la banda cittadina dove suonavano Mario Bonolis, Antonino e Gino Del Rocino, Glauco Marcone, Tommaso Pomante e soprattutto Giovanni Antonelli, custode di tante memorie paesane.

Maestro elementare, Pasqualino Santini nel 1947 diede vita al coro folkloristico di Atri, assemblando tanti giovani atriani. Quello che Jesi è per la scherma, Atri lo è per il canto. Prima di Pasqualino e del suo alter ego Gino De Petris, Atri non aveva cori folk, perché venivano organizzate allegre formazioni in occasione della Maggiolata, rassegna di canzonette abruzzesi d’autore, ma anche di arie popolari rielaborate da un soggetto, dove diversi hanno visto l’embrione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. E infatti per due edizioni, nel 1936 e nel 1937, Antonio Di Jorio fu direttore, a Rimini, dell’orchestra del primo tentativo di Festival. Ed era il 15 agosto. Sicuramente il maestro di Atessa avrà pensato alla fiera agostana di Atri e ai festeggiamenti dell’Assunta in Cattedrale, con la venuta del Vescovo alla Messa principale del mattino.

Il maestro Santini ebbe molti successi con il coro, facendo tournèè in tutta Europa. Nel 1964 si esibì in Assisi per il pellegrinaggio degli abruzzesi in occasione dell’offerta dell’olio per la lampada che arde sulla Tomba del Patrono d’Italia. Il coro atriano, famoso per le canzonette sceneggiate, cantò all’auditorium della Pro Civitate Christiana, nei pressi della chiesa di S. Pietro nella città ai piedi del Subasio, allora molto famosa per la presenza di Don Giovanni Rossi e i convegni di fine anno. C’era l’entusiasmo del Concilio Vaticano II. Fu un evento importante per i coristi atriani perché avviene ogni 20 anni.

Fisarmonicista era Mario Anello, fratello di Gino e Tonino, morto nel 1992 e residente a Pessano con Bornago, uno degli innumerevoli e quasi anonimi comuni dell’hinterland milanese. Mario era l’animatore di tutte le feste paesane a partire dal “Siparietto”, rivista dei ragazzi dell’AC presso il Teatrino “Mandocchi”, in tempi dove i divertimenti erano davvero pochi.

Nel 1968 grande successo con la commedia musicale “Paese mè”, da un’idea di Fausto Verdecchia, con il testo di Antonino Anello e la musica, ovviamente, di Antonio Di Jorio. Protagonisti due pezzi forti del coro e della musica atriana, Gino Anello e Liliana Ferrari. L’orchestra fu diretta da Antonio Di Jorio che anticipò il ritorno da Rimini per dirigere il lavoro, dove si scorge in controluce tutto l’affetto per il paese natio, in questo caso non Atessa, ma Atri, il “nido caldo” del padre della canzone abruzzese.

Nel 1974 con la nascita del coro folkloristico legato nel nome e nell’arte ad Antonio Di Jorio, Atri aveva due cori folk, perché Pasqualino Santini continuava la sua attività con il gruppo “Hatria”. Ma gli atriani non lo chiamavano con il nome ufficiale, l’aulica dicitura della città romana (lo stesso della squadra di calcio), ma con quello del maestro direttore. La locuzione giusta sarebbe stata “coro di Pasqualino Santini”, vale a dire il coro diretto dallo stesso. E invece si diceva “il coro Pasqualino Santini”.

Il maestro ha anche diretto i cori di S. Stefano di Silvi, Elice, Nocciano, Picciano e Vacri. Nel coro di Vacri vi ha cantato la maestra Ida Di Federico, madre di Federica Ciprietti, vincitrice della pagella d’oro del liceo “G. D’Annunzio” di Pescara, attraverso il premio “Federica Fracassi”.

Nel 1988 ottenne il Nobel d’Abruzzo. Autore di diverse musiche, ricordiamo “Stu mare” con i versi di Gabriella Serafini Blasiotti, di Silvi, direttrice del circolo didattico di Atri. Con la sua direzione, iniziata nell’anno scolastico 1988/89, fu inaugurato il modulo dei diversi maestri che sostituivano l’insegnante di classe che accompagnava tutti gli scolari dalla prima alla quinta elementare.

Nel 1997 il maestro Santini fu festeggiato in Piazza Duomo per ricordare il mezzo secolo di attività artistica. Il palco fu allestito dirimpetto al Teatro Comunale e si esibì un suo coro, proponendo canzonette abruzzesi nello stile popolare. Presentava Quinto Paolini, suo collega, componente di vari cori folkloristici che ricostruì un interessante Amarcord. Nel pubblico era presente una signora di Atri che con commozione ricordava gli anni d’infanzia, essendo stata compagna di scuola di Pasquina Di Jorio.

Nel 2004 fu presente all’incontro che ricostituiva il coro folkloristico, con la direzione del M° Cav. Concezio Leonzi. Per la compagine canora è cominciata una nuova avventura applaudita in tanti luoghi. Il Maestro Santini è morto nel 2007 ed è ricordato sempre con affetto e simpatia.

SANTINO VERNA