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IO STO  CON SALVINI

Io sto con Salvini senza se e senza ma. Io sto con Salvini non perché il 4 marzo l’abbia già votato e sono pronto a rivotarlo alle prossime elezioni europee. Io sto con Salvini per tutto quello che sta facendo e per tutto quello che stanno facendo quelli del PD. 

Per le elezioni di domenica in Abruzzo è la prima volta che sono in dubbio. Voterei per la Lega, ma visto che Gabriele Astolfi, a L’Aquila, può fare tanto bene per Atri voterei Astolfi.

 

Salvini è stato denunciato per sequestro di persona per il caso della Diciotti. Per primo, in questa crociata, partì Giovanni Legnini, Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura ed oggi candidato a presidente della regione Abruzzo per la sinistra che subito disse che bisognava denunciare Salvini per sequestro di persona.

Raccoglie la sfida il giudice di Agrigento Luigi Patronaggio, fotografato con Renzi. Inizia la pratica inviandola alla procura di Palermo. Una persona di buon senso direbbe ma che c’entrano i tribunali di Palermo e di Agrigento se il fatto è stato commesso sotto la procura di Catania? Misteri della giustizia italiana.

La procura di Palermo esaminata la pratica la invia alla procura di Catania perchè di sua competenza. Il giudice di Catania, Carmelo Zuccaro, archivia la pratica in quanto Salvini ha agito nel rispetto delle sue competenze.

Voi direte il caso è chiuso. No, il caso è apertissimo. Zuccaro è recidivo. Zuccaro è il magistrato che, con grande coraggio,  ha detto a tutta l’Italia che scafisti e ONG erano in sintonia (ho usato un eufemismo per non dire che sono la stessa cosa). Anche allora scattò l’attacco contro Zuccaro e tra i primi a partire c’era Giovanni Legnini.

Andreotti diceva che a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Vuoi vedere che tutto è partito da Agrigento perché a Catania c’era Zuccaro?

Tre giudici del Tribunale dei ministri di Catania, non contenti della soluzione di Zuccaro,  e  tutti e fotografati con Renzi riaprono la pratica e spediscono la richiesta di incriminazione al parlamento il quale dovrà approvare o respingere la richiesta.

Il M5s entra in fibrillazione per rispettare il loro concetto di legalità. Il Presidente del Consiglio invia una lettera nella quale dichiara che la responsabilità della decisione presa è dell’intero governo. Toninelli e Di Maio fanno la stessa cosa scrivendo che la responsabilità è collegiale. Tutto il Centro destra si schiera con Salvini. Il PD compatto, forse pensa di perdere una occasione d’oro, ogni giorno ripete a Salvini l’invito a farsi processare. Però ad oggi non sappiamo come andrà a finire la votazione al Senato.

Io sto con Salvini  perché l’azione fatta rientra nelle sue prerogative di ministro. Esiste una domanda, come ha chiarito Salvini da Bruno Vespa, “le decisioni politiche spettano ai politici o alla magistratura”. Questo principio, travisato dalla visione gramsciana della magistratura (e non solo della magistratura), è rispettato quando al governo c’è la sinistra (decisione spetta al politico) mentre è rigettato quando al governo non c’è la sinistra (decisione spetta alla magistratura).

Non sapendo come arginare la furia di Salvini e l’aumento dei consensi arriva in soccorso la magistratura. Per me questa accusa è molto peggio del Russian Gate di Trump.  

In questi giorni una notizia è passata inosservata. La Sea Watch denuncia il fermo della sua nave nel porto di Catania alla Commissione Europea dei diritti dell’uomo. Ebbene questa Commissione, con una rapidità sorprendente, ha deciso che: il governo debba passare acqua e viveri ma i migranti non hanno nessun diritto a sbarcare. Uno schiaffo alla Sea Watch e alla magistratura italiana?

Domenica Salvini era ad Atri ed ho rivisto, con soddisfazione, una meravigliosa piazza Duomo piena come al tempo del grande Emilio Mattucci.

Ad alcuni genitori dico, invece di educare i vostri figli alla violenza e all’odio contro gli avversari politici fateli addestrare a tirare bene le uova come hanno fatto quelli di Torino.

Nicola Dell’Arena