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Pubblicato Martedì, 05 Febbraio 2019
Scritto da Adriano Della Quercia

Opinioni \ Riflessioni
QUELLE MANI SUL SELCIAT0...

IL MALE ASSOLUTO E' LA SEMPLIFICAZIONE...E NON TENDERE
LE "MANI VERE" A CHI AFFOGA NELLA DISEGUAGLIANZA

Tante mani che spuntano dal selciato di Piazza Duomo: inizia con questo colpo di teatro il Salvini Day domenica ad Atri. Una protesta di grande impatto mediatico, prontamente ripresa dai social e da testate giornalistiche. Il riferimento, neanche a dirlo, è ai migranti che muoiono in mare nel tentativo di sbarcare sulle nostre coste.

Non ho nulla da spartire con Salvini, non l’ho mai votato e non ho fatto selfie con lui, ma farlo passare per il male assoluto credo serva solo ad aumentare il suo consenso. Tra l’altro non mi sembra di aver visto questo frenesia di manifestare quando nel passato morivano molti più profughi in mare.

Il male assoluto credo invece che sia la semplificazione, il pensare di risolvere questioni complesse – come spesso accade – a colpi di slogan e sostituendoli ai contenuti. E’ così anche per l’immigrazione. Quello che accomuna i nuovi paladini di umanità – che ormai spuntano come funghi – è l’estremizzazione del confronto senza tuttavia fornire possibili soluzioni (anche perché di semplici non se ne vedono). E’ giusto difendere la vita umana in ogni contesto ma non è pensabile che l'Italia possa far fronte a tutti i problemi dell'Africa (guerre, fame, campi profughi, dittature ecc.) perché ha la sfiga di trovarsi geograficamente più vicina a questo continente. E capite bene che ogni persona proveniente dall’Africa rappresenta un problema umanitario: dobbiamo prenderli tutti?

L’Europa (questa Europa) ovviamente continua con le sue ipocrisie: il nostro Paese è europeo quando deve di rispettare i parametri di Maastricht e diventa italiano quando si tratta di accogliere questi disperati. Per non parlare poi della totale mancanza di politiche comunitarie che possano dissuadere questi migranti dal lasciare i loro paesi di origine o anche, di quelle nazioni il cui unico interesse è sfruttare questi popoli.

Ma a guardare l’incessante offensiva mediatica su questo tema, mi viene da pensare che qualche anomalia ce l’abbiamo anche in casa nostra. Per quale motivo un individuo (nero, bianco, giallo, arancione) dovrebbe entrare in Italia irregolarmente se non ha un posto dove vivere nè un lavoro? Forse per ingrossare le fila delle cooperative create e finanziate appositamente dalla politica o, peggio, quelle della povertà nostrana che già non riusciamo a fronteggiare e per la quale, stranamente, non protesta nessuno? Non credo che gli italiani siano razzisti ma più semplicemente vogliono il rispetto delle regole come accade in qualsiasi altro Paese civile. Ben vengano dunque in Italia persone di tutte le etnie purché vivano in questo Paese regolarmente e nel rispetto delle leggi italiane: la diversità è sempre un arricchimento. E prima tendiamo le mani, quelle vere, per salvare quanti affondano nel grande mare della disuguaglianza sociale ed economica e – perché no - della povertà mentale. Il teatro lasciamolo a Salvini e alle nuove comparse.

Adriano Della Quercia